‘Rita’s Tiki Room’, cocktail bar e spazio di evasione dal caos di Milano dalle vibes esotiche

10 Lug

In queste giornate torride non tutti hanno la possibilità di correre al mare o trovare relax in montagna, ma Milano tra i suoi innumerevoli cocktail bar annovera una realtà che sa trasportare il cliente su una spiaggia con i piedi sulla sabbia e la fresca brezza delle onde: ci riferiamo ovviamente al ‘Rita’s Tiki Room’ (Ripa di Porta Ticinese 69, nel cuore dei Navigli). 

Presi dalle vibes esotiche del ‘Rita’s Tiki Room’, che come dice il nome stesso richiama nel design elementi tipici di un tiki bar hawaiano, abbiamo scelto della vasta drink list una Pina Colada e un classico Daiquiri. L’evasione dalla giungla urbana è servita dentro un bicchiere da cocktail, dandoci per un momento la sensazione di essere ai Caraibi.

Non c’è bisogno di dire che oltre alla suggestiva location, i cocktail sono di alto livello e vogliamo ringraziare tutto lo staff del ‘Rita’s Tiki Room’ per la bella esperienza che ci hanno fatto vivere…

Simone Ciloni

‘BackDoor43’, il cocktail bar di Milano più piccolo al mondo e scrigno della Farmily Group

19 Giu

Oggi vi vogliamo parlare di un’esperienza a Milano che abbiamo tanto desiderato, atteso e sempre dovuto rimandare, assolutamente esclusiva ed unica nel suo genere, non perchè non possa essere vissuta da chiunque ami immergersi nel mondo della mixology di alto livello, ma in virtù del fatto che questo ‘scrigno segreto’ si definisce il cocktail bar più piccolo del mondo e lo è davvero. L’arte della miscelazione dietro una porticina di legno si sprigiona infatti in soli 4 metri quadrati, 4 posti a sedere e 1 barman al bancone; ci riferiamo ovviamente al ‘Backdoor43’ (Ripa di Porta Ticinese 43, in piena zona Navigli).

Il ‘Backdoor43’, perla nel mondo dei cocktail bar dal 2015, è la terza creazione di Flavio Angiolillo e Farmily Group e si propone ai suoi avventori in due modalità; una esterna rivolta a tutti con un servizio take away o di pochi tavoli dove accomodarsi dopo aver chiesto ed atteso il proprio drink (passato attraverso una piccola finestrella rettangolare da cui si sporgono solo le mani di chi sta all’interno) oppure prenotando uno slot di 1 ora entrando in quella porticina di legno che si apre ed è lì dietro che si vive il vero spirito del Backdoor. 

Varchiamo la soglia e ci accoglie Gigi che già avevamo conosciuto e apprezzato al ‘Mag Cafè’ (altro locale della Farmily Group), scoprendo così con piacere che sarebbe stato proprio lui ad accompagnarci in questo ‘viaggio’. I 4 metri quadrati del Backdoor sono un mix di dettagli legati al mondo dei viaggi, il mood è quello degli speakeasy del periodo del Proibizionismo, si sviluppa in altezza con scaffalature che espongono oltre 200 etichette di whisky da tutto il mondo a ricreare una galleria stile whisky room e poi il bancone posizionato sul lato adiacente a quella piccola finestrella, unico collegamento con il mondo esterno, con alle spalle le preparazioni di propria creazione per realizzare i drink dentro ampolle, fiale e piccoli cassettini di legno, una specie di chemistry lab stile 1800 e 1900. Ci siamo accomodati e Gigi comincia la narrazione di quello che propone il Backdoor, dai sopracitati whisky alla signature list con cocktail riportati su cartoline effetto anticato (ad ogni drink la propria postcard con ingredienti e nome di chi li ha ideati) e poi c’è Gigi pronto a creare qualcosa di totalmente personalizzato indagando con qualche domanda sul mondo che si vuole ritrovare nel bicchiere. Abbiamo così scelto dalla signature un ‘Alternative Martini‘ (Mezcal Vida, trip Gin Bari edition by Tripstillery, Martini Riserva Amber Vermouth con timo e limone, profumo di bergamotto) dalle note affumicate di agave, fuse a sentori dolci di frutta tropicale, miele e una leggera sfumatura di zenzero e vaniglia. In seguito ci siamo affidati all’estro creativo di Gigi e il risultato è stato un drink perfettamente bilanciato con alla base tre gin differenti, note di frutta tropicale e un finale leggermente acidulo che richiama gli acini di uva, veramente delizioso. Non poteva mancare anche un assaggio dell’amaro prodotto dalla Farmily, un liquore alle erbe fresco  con note di fave di cacao, caffè e menta glaciale.

Durante questa  ‘immersione’ al Backdoor43 l’elemento che rende l’esperienza unica è il rapporto di scambio e empatia che si crea inevitabilmente con il bartender, un elemento che ne sottolinea quel senso di esclusività che vi accennavamo all’inizio di questo racconto. Per prima cosa vogliamo ringraziare Gigi per la professionalità e cortesia che ci ha dimostrato, tutto la Farmily Group ma in particolare a Giorgio Nisoli per averci permesso di vivere con poco preavviso una esperienza molto bella e particolare…

Simone Ciloni

‘The Doping’, il cocktail bar del luxury hotel Aethos di Milano

9 Giu

Cari amici e lettori,

oggi vogliamo parlarvi di questo particolare locale di Milano, inaugurato nel 2011 e fatto rinascere nel 2021 all’interno dell’Aethos boutique hotel dopo alcuni anni di inattività. Ci stiamo riferendo al ‘The Doping’ (Piazza 24 Maggio 8, in piena zona Navigli). Questo cocktail bar accoglie i suoi avventori in una location ispirata ai gentlemen’s clubs con cenni nel design ai club sportivi esclusivi britannici, grandi sofà per combinare al sapere nella miscelazione un mood di convivialità, diverse sale che combinano stile british a pezzi da collezionista, colori dominanti scuri si ripetono dai materiali come il legno e ai tessuti dalle sedute in velluto o pelle sui toni del borgogna, verde bosco e cognac.

Ci siamo accomodati al bancone del ‘The Doping’, dove siamo stati accolti dal giovane barman Andrea che ci ha subito spiegato il concept del bar mostrando la signature drink list che ora segue il tema dei luoghi più iconici di Milano (Duomo, Brera, Corso Como, Porta Venezia, Bicocca, Bosco Verticale e altri), rievocando attraverso la miscelazioni le sensazioni e aspetti che più li contraddistinguono. La nostra scelta è ricaduta sul ‘Parco Sempione’ (che viene servito letteralmente all’interno di una riproduzione del Castello Sforzesco ed è composto da Tanqueray Ten Gin, sorbetto Venturo, lemongrass, shiso verde, pompelmo, lime) e ‘Zona Farini’ ((Montelobos Mezcal, sciroppo di sherry Palo Cortado, salvia e capperi). Il ‘Parco Sempione si rivela essere floreale, agrumato, con una punta di aspro ben equilibrata e perfetto per queste calde sere che anticipano l’estate, mentre il ‘Zona Farini’ ha note di acidità che fanno percepire al palato note di affumicato e frutta con una spiccata salinità di fondo data dai capperi.

Ci sentiamo in dovere di ringraziare Andrea e tutto lo staff del ‘The Doping’ per la bellissima nostra prima volta in questo cocktail bar; qui di seguito ecco una fotogallery dell’experience…

Simone Ciloni

‘Strucchi X Cassina Café’, l’unico cocktail bar design a Milano

27 Mag

A Milano c’è un locale molto particolare che viene considerato il bar design della città: ci riferiamo a ‘Strucchi X Cassina Café’ (via Durini 14, nel cuore di San Babila), nato dalla collaborazione dei due brand Strucchi (marchio di spirits creato dall’imprenditore Paolo Dalla Mora) e Cassina (una delle realtà italiane più importanti nel settore del design d’interni).

La location si trova accanto allo showroom di Cassina Store, nel pieno centro del capoluogo lombardo. Aperto dalla colazione fino alle ore 21, a mio parere è durante l’aperitivo che lo ‘Strucchi’ si valorizza maggiormente.

Da grande amante del vermouth, questa volta ho voluto degustare un vermouth rosso con ghiaccio, accompagnato da piccole sfiziosità di livello. E’ un cocktail bar piccolo ma accogliente, perfetto per una pausa rilassante nel cuore di Milano e bevendo bene in un ambiente elegante.

Vogliamo ringraziare Leonardo Todisco e tutto lo staff dello ‘Strucchi X Cassina Café’ per il bel momento che ci è stato concesso, curiosi di tornare per assaggiare alcune delle loro creazioni della signature list…

Simone Ciloni

‘Torre’, l’iconico ristorante e rooftop bar della Fondazione Prada a Milano

14 Mag

Era da diverso tempo che volevamo visitare questa location a Milano e recentemente si è finalmente presentata l’occasione; stiamo parlando del ‘Torre’, che si trova al sesto piano dell’omonimo edificio di ‘Fondazione Prada’ (via Lorenzini 14, Scalo Romana) progettato nel 2018.

Il ‘Torre’ è diviso in 3 parti: la zona ristorante (dove si può degustare la cucina dello chef Lorenzo Lunghi), la zona cocktail bar con un grande bancone centrale e la terrazza esterna che alla sera rende suggestiva la vista sullo skyline metropolitano (e una delle più belle della città).

Noi abbiamo deciso di esplorare l’atmosfera elegante che si respira in questo locale, degustando un drink seduti al bancone dove ci ha servito il barman Marco. Quest’ultimo ci ha coccolato e dato una grande dimostrazione di accoglienza, facendoci sentire a casa e dando una panoramica sulla drink list del ‘Torre’.

La carta cocktail è molto ampia e la nostra scelta è ricaduta su un grande classico come il ‘Perfect Martini’ e nella signature list abbiamo provato il ‘Loquato Lore’ (shrub di aceto di mele e nespole, cachaca Yaguara, sherry Lustau Moscatel Emilin, liquore Strega e succo di limone). Ma non è finita qui: Marco ha voluto omaggiarci di uno shot di un liquore con sentori di cioccolato, una vera e propria chicca che ha terminato la nostra esperienza di mixology in questo elegante cocktail bar.

Ci teniamo a ringraziare in primis il barman Marco e tutto lo staff del ‘Torre’ per la professionalità, accoglienza e la bella atmosfera che ci hanno fatto vivere; qui di seguito una piccola fotogallery

Simone Ciloni

‘Geronimo Bar’, il cocktail bar segreto a Milano nella galleria del luxury brand Jacques Marie Mage

29 Apr

Oggi vogliamo parlarvi di una realtà a Milano di recente apertura che ha fatto parlare di sé, anche se si tratta di un ‘locale segreto’: ci riferiamo al ‘Geronimo Bar’, cocktail bar che si trova all’interno della Galleria del brand di lusso di occhiali Jacques Marie Mage (via della Spiga 30).

La missione principale di questo locale è quella di accogliere il cliente in un momento di totale relax dopo aver visitato la boutique stessa e fatto shopping, ma ciò non toglie che il ‘Geronimo’ è aperto a tutti. La zona bar all’interno si presenta piccola ma molto sofisticata, dove regna un bancone indoor in marmo e un jukebox iconico che dà grandi vibes americane all’intera area; la terrazza adiacente accoglie invece i clienti che preferiscono più intimità in un’elegante zona.

La carta drink è ristretta ma ricercata nei minimi dettagli, accostando grandi classici (ma reinterpretati) della miscelazione a signature cocktails che prendono ispirazione dai prodotti iconici del brand Jacques Marie Mage; abbiamo avuto modo così di provare un ‘Mr Negroni’ (Sipsmith gin, Campari, Punt e Mes) e il ‘The Modern Montgomery’ (oli still eau de vie, vodka, olive). Quest’ultimo è uno dei drink iconici del locale, un Martini ispirato alla versione amata dal grande scrittore statunitense Ernest Hemingway.

E’ stata un’esperienza che giudichiamo molto positiva e assolutamente da ripetere, visto che l’atmosfera formale di una boutique di lusso crea un connubio perfetto con l’accoglienza calorosa del bar manager goriziano Daniele e il suo staff.

Ecco qui di seguito una piccola fotogallery…   

Simone Ciloni

‘ByIT’, l’eccezionale cocktail bar di Milano dove mixology e pizza creano un grande binomio

8 Apr

Da poco più di un anno ha aperto a Milano un locale che ha già lasciato il segno nel panorama della mixology meneghina: stiamo parlando del ‘ByIT’ (legato al gruppo internazionale di ristorazione IT) in via Fiori Chiari 32 (nel cuore di Brera).

Abbiamo così avuto l’opportunità (grazie a Giulia Cordella e alla agenzia Alessia Rizzetto) di provare una interessante ‘cocktail bar and fusion food’ experience.

L’ingresso del ByIT (con luci soffuse e colori scuri) si apre con una zona di accoglienza perfettamente studiata per essere il biglietto da visita per il momento che si vivrà al suo interno.

Ci ha accolto il bar manager Dario Schiavoni e il focus del locale è il suo bancone, che domina la sala sfruttando la sua circolarità con eleganti sgabelli; un ambiente moderno col colori chiari e rilassanti. La zona dove si elaborano i cocktail è centrale e crea il giusto mood per un’esperienza drink&conversation vibrante e accattivante.

Ci accomodiamo e abbiamo conosciuto lo staff, ragazzi di esperienza che inventano e si reinventano di continuo grazie alle esperienze vissute all’estero (come nel caso di Luca) o che hanno contributo all’idea del concept del locale come Edoardo (che ha seguito Dario in questa nuova importante avventura), creando così un bel mix di idee e passione che ritroviamo nella loro carta dei cocktail. 

La signature list gira sempre attorno ad un tema che varia dopo qualche mese; ora il fil rouge è quello dei segni zodiacali, con una mixology che vuole ricreare ad ogni sorso le caratteristiche solitamente associate ad ognuno a livello di personalità. Abbiamo così avuto modo di provare lo ‘Scorpione’ (intenso, seduttivo e misterioso), un cocktail che si fa scoprire piano piano evolvendo in varie note man mano che si arriva al fondo del bicchiere (Planteray rum, cocco, cetriolo, fino Sherry e Branca Menta come nota rinfrescante a chiudere), il ‘Pesci’ (sognatori, empatici e dall’animo artistico) che si presenta con base gin Bombay Sapphire con le note agrumate di yuzu, note erbacee e sapide del Venturo e il sei bellissimi bellino di loro miscelazione. A questo si è aggiunto anche l’Acquario (base vodka Grey Goose, tè bianco, pera e Perrier), drink dall’equilibrio perfetto tra note dolci e floreali. Non ho potuto dire di no ad un Daiquiri di Luca, uno dei più buoni che abbia mai bevuto a Milano. Ma la vera chicca della signature list è il ‘Mustacchioni’, cocktail a cui Dario è molto legato e che viene servito con un biscotto al cioccolato (Patron Reposado, Ruby Port, Mancino Chinato, Martini Bitter Riserva Speciale).

Tutta questa straordinaria parte di mixology è stata arricchita ancor di più dall’esperienza gastronomica, grazie a Fabio che in cucina crea piccoli bocconi di food fusion pieni di creatività e sapore, come guacamole con chips di taco croccante, finto katsusando con ossobuco che si scioglieva in bocca, esaltato in contrasto con la freschezza della zeste di lime, senza dimenticare la golosissima focaccia ‘Zingara’. Le ‘ByIT pizze’ ci hanno letteralmente conquistato: sottili, croccanti, con una minima percentuale di lievito dell’1%. La Margherita è insuperabile, mentre la Marinara con pomodoro giallo, olive taggiasche e aglio nero è stata la vera ciliegina sulla torta in una serata coinvolgente.

Sono tante le persone che dobbiamo ringraziare per il nostro ricordo al ‘ByIT’ che ci vedrà tornare nel locale appena si ripresenterà l’occasione; un grazie di cuore all’agenzia Alessia Rizzetto, al gentilissimo Dario e a tutto lo staff del ByIT… Ecco qui di seguito una fotogallery della nostra avventura…

Simone Ciloni

‘Principe Bar’, l’esclusivo lounge bar del Grand Hotel Principe di Savoia di Milano

7 Apr

Dal 1927 l’Hotel Principe di Savoia a Milano (che sovrasta tutta Piazza Repubblica e la zona circostante) è sinonimo di storia ed eleganza, con uno stile che unisce il lusso classico con un tocco di Art Déco (spazi interni ampi e luminosi, di pregio e sfarzosi pur mantenendo un forte senso di intimità ed accoglienza). Sulla grande hall si affacciano diverse sale e una di queste è il ‘Principe Bar’, esclusivo salotto e lounge bar che accoglie all’ora dell’aperitivo gli ospiti della suddetta struttura a 5 stelle, ma anche clienti esterni.

Il ‘Principe Bar’ è caratterizzato da colori dominanti scuri, luce calda soffusa, tavolini e comode poltrone, dove domina un pregiato bancone bar sulla parete frontale con un enorme lampadario di cristallo circolare al centro della sala, dove è anche posizionato un elegante pianoforte. Siamo stati accolti dal bar manager Daniele Celli che ci ha illustrato la signature list e la carta cocktail. Il tema centrale della drink list si collega al quasi centesimo anniversario di storia del grand hotel, attraverso note e sensazioni che rimandano ad eventi internazionali significativi.

La nostra scelta è ricaduta sul ‘Celia’s Soul’ (Abuelo 12 years rum, passion fruit, guava, cacao e lime) e sul ‘Guernica’ (brandy al pan di Spagna, caramello, limone, albume, top di Pedro Ximenez sherry). Il primo drink vuole rievocare tutta l’anima cubana in un bicchiere, con note fruttate, intense e solari, mentre il secondo cocktail vuole essere un omaggio all’energia e genio dell’arte cubista Pablo Picasso. Su suggerimento di Daniele, grande esperto e amante del whisky, ho voluto provare il suo Sazerac, un cocktail classico a base di rye whisky che ho adorato.

E’ stata un’esperienza di altissimo livello e ci siamo ripromessi di tornare in futuro per poter assaggiare la ricetta particolare del Negroni del Principe Bar; vogliamo ringraziare Daniele (e tutto il suo staff) del Principe di Savoia per averci coccolato in un momento pieno di energia. Una menzione speciale va a Giulia Cordella della Alessia Rizzetto PR per la sua grande disponibilità e cortesia…

Simone Ciloni

‘CotoliAMO’, il cocktail bar e bistrot dell’Hilton Hotel di Milano

12 Mar

Oggi vogliamo parlarvi di un locale che abbiamo scoperto recentemente, anche se non rappresenta una novità: si tratta del ‘CotoliAMO’, cocktail bar e bistrot all’interno dell’Hilton Hotel di Milano (via Luigi Galvani 2, zona stazione centrale).

Posizionato in una zona strategica del capoluogo lombardo, il ‘CotoliAMO’ (come si evince dal nome stesso) vuole porre al centro del suo progetto l’iconica cotoletta alla milanese, sia nella sua versione classica da ‘Orecchia di Elefante’ che le sue varianti.

Abbiamo voluto visitare la lounge bar dell’Hilton al momento dell’aperitivo e la drink list offre diverse versioni dell’ormai internazionale Spritz e una signature list interessante, anche se non molto ampia.

Ho potuto assaggiare così il ‘Bee Knees’ (Monkey 47 gin, miele, succo di limone), un cocktail fresco e piacevole perfetto per una giornata calda, in una location accogliente ed elegante dove potersi rilassare e staccare dallo stress quotidiano che i ritmi della città impongono.

Quella al ‘CotoliAMO’ è stata una esperienza positiva e che vi consiglio; qui di seguito ecco una piccola fotogallery del momento che abbiamo vissuto…

Simone Ciloni

‘Terrazza Gallia Bar’, il rooftop dell’Excelsior Gallia Hotel di Milano

28 Feb

Cari amici e lettori,

recentemente si è presentata l’occasione di visitare una struttura alberghiera che non ho mai avuto l’occasione di esplorare: si tratta dell’Excelsior Gallia Hotel di Milano (piazza Duca d’Aosta 9), a due passi dalla stazione centrale del capoluogo lombardo. Con 235 camere lussuosamente arredate, la suite ‘Katara Royal’ è la più grande nel suo genere nel panorama italiano.

In questo caso ho voluto vivere una experience al ‘Terrazza Gallia Bar’, rooftop del suddetto grand hotel al settimo piano. La vista dalla terrazza è unica e permette di vedere la grande piazza Duca d’Aosta e i grattacieli adiacenti. L’atmosfera è rilassata e elegante, perfetta pure per una pausa rigenerante dopo una dura giornata di lavoro.

Della signature list ho voluto degustare il ‘Whistle and Spur’ (WhistlePig 10 anni, Kodakara Yuzu, menta e lime), un drink rinfrescante e dalle note decise.  

Ringrazio tutto lo staff del ‘Terrazza Gallia Bar’ (in particolare Enrico) per la bella e interessante esperienza che ho avuto modo di vivere; ecco qui di seguito una fotogallery di questa avventura milanese…

Simone Ciloni