‘Mint Garden Cafè’, oasi verde in un bistrot e cocktail bar a Milano

28 Mag

Milano è frenetica, cosmopolita, vibrante e offre sempre diversi e curiosi locali da scoprire ed ogni tanto ci capita di imbatterci in spazi che ti trascinano mentalmente fuori dalla cinta urbana e ci si ritrova accolti dal sorriso e la gentilezza di persone come Lucia. Quest’ultima ha creato una oasi di pace nel verde, il ‘Mint Garden Bistrot‘ (via Felice Casati 12, Porta Venezia), circondati da piante e fiori e apre ai suoi avventori un locale elegante ed accogliente che ti accompagna dal pranzo, alla cena al dopocena con miscelazioni interessanti dove ovviamente i sentori botanici non possono mancare. 

Lucia (che si divide anche nel nuovo spazio del Meet Bistrot all’interno del Meet Digital Cultural Center) ci ha fatto accomodare ad uno dei tavolini dallo stile bistrot che caratterizzano il design di questa bottega dei fiori, dando un primo sguardo alla drink list e scoprendo proposte curiose. Note che rispondono ai diversi gusti e miscelazioni che vanno dalle più classiche a proposte ‘special’ dove ci siamo soffermati noi per il nostro cocktail tasting time. Abbiamo optato per un Terry 47 a base gin nello specifico ‘Monkey 47’ (una distillazione di erbe e spezie) e homemade Orange Cordial lime, equilibrio perfetto di freschezza, intensità e spicy e ‘Sugar Bush‘ (sempre base gin, ma più dolce grazie ad un liquore al ribes, zucchero e una punta di acidità grazie al lime, una coccola per il palato!) Nota importante, il vero ‘boss’ del ‘Mint Garden Bistrot’ è Billy, un cucciolone dolcissimo di maremmano che vi accoglie sulla porta e se ne sta lì tranquillo e beato a godere anche lui questa verde oasi di pace!

Grazie ancora a Lucia per la bella esperienza che abbiamo vissuto e di seguito una fotogallery…

Simone Ciloni

‘Moebius’, il cocktail bar e tapa bistrot stellato di Milano

26 Mag

Era diverso tempo che volevamo provare questo locale a Milano, diventato in pochi anni un polo di attrazione sempre più importante nel panorama meneghino: ci riferiamo al ‘Moebius’, tapa bistrot, ristorante e cocktail bar (via Cappellini 27, zona stazione centrale/Repubblica).

Il Moebius è entrato nel 2024 nella classifica dei ‘The World’s 50 Best Bars’ (al 38esimo posto) e nel 2025 ha ottenuto la stella Michelin per il suo ristorante sperimentale. Un grande bancone e divanetti accolgono il cliente al suo ingresso, dove la zona cocktail bar si fonde con il tapa bistrot in un tavolo conviviale.

Noi abbiamo avuto modo di apprezzarne la zona lounge, scegliendo dalla drink list un Daiquiri e un analcolico Calypso (Martini floreale aperitivo analcolico, succo di pesca, frutto della passione e organics ginger beer).

E’ stata una visita breve ma che ci ha permesso di apprezzarne le vibes positive e l’ottimo servizio che si riceve al Moebius; ecco qui di seguito una piccola fotogallery

Simone Ciloni

‘Ronin’, fusione di ristoranti e cocktail bar giapponesi nel cuore di Chinatown a Milano

19 Mag

Milano è da sempre capitale delle innovazioni (in tutti i campi) e dell’intrattenimento, dando costantemente un occhio alle mode e nuove abitudini che si sviluppano al di fuori dell’Italia. In una delle nostre uscite abbiamo avuto l’occasione di visitare ‘Ronin’ (via Alfieri 17, Chinatown), una realtà unica nel panorama meneghino e composto da diversi locali (su piani diversi) con identità differenti ma tutti parte della stessa proprietà.

Il ‘Ronin’ infatti è composto dal ‘Piccolo Ronin’ (cocktail bar e izakaya), il ‘Robata’ (ristorante dedicato alla griglia giapponese), ‘Madame Cheng’s’ (elegante cocktail bar con diverse sale karaoke), Shukonin (ristorante omakase) e l’Arcade (ultimo piano dedicato ai soci che pagano una tessera).

In questa nostra esperienza abbiamo visitato il ‘Madame Cheng’s’, ascoltando ottima musica e degustando ottimi drink in un’atmosfera del tutto fuori dal comune. La drink list è molto ricercata e poggia le sue fondamenta su ingredienti e liquori orientali: abbiamo scelto il Bangkok Martini (rasperry e pineapple roku gin, mangosteen cordial e pad thai spirit) e il Cheng Yi (Nikka from the barrel, Kina lillet, vetiver liquor). Ogni piano merita una sua visita e una serata dedicata: dobbiamo ringraziare lo staff del ‘Ronin’ per la intensa esperienza e ve lo consigliamo caldamente…

Simone Ciloni

‘Bitter Bar’, cocktail bar a Firenze anni ’20 del re Mehran Lashgari

16 Mag

Inutile dire che Firenze offre un panorama artistico unico al mondo, ma la città negli ultimi 10 anni è cresciuta esponenzialmente per quanto riguarda la mixology.

Un locale che ha catturato la nostra attenzione e abbiamo avuto modo di visitare è il ‘Bitter Bar’ (via di Mezzo 28/30), nel cuore del centro storico fiorentino. Aperto dal 2016, è dal 2022 che il nuovo proprietario Mehran Lashgari ne ha preso le redini e mandato avanti questo interessante progetto.

Questo cocktail bar infatti già all’ingresso vi accoglierà in un’atmosfera anni ’20, dove il jazz e l’arredamento studiato nei minimi particolari vi riporterà indietro nel tempo.

Dall’Iran Mehran è arrivato a Firenze e la sua ospitalità mediorientale è uno dei punti di forza del ‘Bitter Bar’; da grande esperto di whisky, quest’ultimo lo possiamo ritrovare in numerose creazioni della drink list, tutt’altro che banale.

Questa volta abbiamo optato per un ‘Essenza’ (Laphroaig 10, mizunara, bitter al ciliegio e sherry fino) e un ‘Insolito’ (roku, zafferano persiano, acido dello champagne), due cocktail incredibili!

Termino ringraziando Mehran per la sua grande ospitalità e mi sento di dire che il suo ‘Bitter Bar’ è uno dei locali assolutamente imperdibili della nightlife gigliata…

Simone Ciloni

‘Giacosa 1815’, tempio per tutti gli amanti del Negroni a Firenze

16 Mag

Nel cuore di Firenze (tra via Tornabuoni e della Spada, 15) sorge il Giacosa 1815, che riveste per la città il tempio dedicato al perpetrare della storia di uno dei cocktail più famosi al mondo, il Negroni (inventato a pochi metri di distanza proprio qui nel 1919).  

La storia del ‘Giacosa’ è lunga ed affascinante, partendo da Torino e arrivando a Firenze con diversi cambi sede e diversi gestori che ne hanno portato avanti la tradizione e lo spirito non senza difficoltà; attualmente è il Gruppo Valenza che con grande forza è riuscito a ridare lustro alla lunga ed importante storicità di questo spazio conviviale. 

Atmosfera elegante, calda ed avvolgente caratterizzata da legni scuri, marmi e velluti come ci si aspetta da un raffinato salotto, ma con un cenno di modernità come si ritrova anche nella drink list, dal classico Negroni ad una serie molto interessante di rivisitazioni senza intaccarne il fascino storico. 

Noi abbiamo scelto di provare un Negroni Shakerato (PiùCinque gin, Carpano Antica Formula, Campari) ed un Cosmo Negroni (Altamura Vodka, Cachaca Blu, Santoni, Raspberry e Fava di Tonka), ottima miscelazione al palato ma d’impatto anche alla vista, il tutto a sorpresa accompagnato non da classici appetizer salati ma da due pezzi di schiacciata fiorentina, soffice dolce farcito con chantilly e spolverato di zucchero a velo. 

Alleghiamo una fotogallery della nostra experience gigliata…

Simone Ciloni

‘Antica Torre Tornabuoni 1’, il rooftop mozzafiato con vista nel cuore di Firenze

16 Mag

Nel centro storico di Firenze sorge uno dei migliori Boutique Hotel 5 stelle della città (anche se sarebbe più corretto definirla residenza d’epoca); ci riferiamo all’Antica Torre Tornabuoni 1 (via de’ Tornabuoni 1, a pochi passi dal ponte di Santa Trinità), lascito affascinante del periodo medievale con una sorpresa che vi aspetterà salendo al sesto piano e vi lascerà letteralmente senza fiato.

‘Antica Torre Tornabuoni’ ospita uno dei rooftop bar più spettacolari della città, con vista a 360 gradi sul capoluogo dantesco grazie a due terrazze panoramiche: Terrazza Duomo (con la Cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto e antiche guglie a perdita d’occhio) e la Terrazza Arno, più intima da cui ammirare Palazzo Pitti, Il Santo Spirito e il forte Belvedere. 

Noi abbiamo scelto Terrazza Duomo come sfondo del nostro momento aperitivo, con le sue comode sedute in ferro battuto rese confortevoli da morbidi cuscini; sul calare della sera una leggera brezza e l’impagabile vista sorseggiando un classico Negroni ed un cocktail dalla drink lista a base di gin con note aromatiche, decisamente il modo giusto per iniziare il nostro tour della meravigliosa Firenze.

Simone Ciloni

‘Giardino Cordusio’, paradisiaco angolo botanico del Gran Melià Hotel a Milano

9 Mag

Nella suggestiva Piazza Cordusio 2 a Milano possiamo ammirare lo storico Palazzo Venezia, ora diventato il ‘Gran Melià Hotel & Resorts’, perfetto incontro tra classicità e raffinatezza che offre ai suoi avventori tre punti dedicati al ‘food & beverage’. Si tratta infatti di due terrazze che ospitano rispettivamente ‘Isola’ (nome che non a caso indica l’ispirazione gastronomica a cui fa riferimento) e ‘Sachi’ (celebrazione della cucina nipponica). Ma è la terza location quella che ha visto protagonista la nostra esperienza, il ‘Giardino Cordusio’: un raffinato salotto botanico caratterizzato da grandi piante, comodi divanetti, alti soffitti, vetrate, il tutto a ricreare il mood di una serra paradisiaca dai toni pastello. 

La drink list è la combinazione tra classiche miscelazioni con un tocco ‘green’, in perfetta sintonia con lo spazio che accoglie questo cocktail bar; abbiamo quindi provato il loro Martini Dry Cordusio (Tanqueray No Ten , Noilly Prat ed essenza di Bergamotto) e il Vesper 2023 (Altamura vodka, Martini Ambrato Riserva e Noilly Prat). Il tutto è stato accompagnato da stuzzichini freschi e ricercati, con molta attenzione verso quelle che sono le esigenze del singolo cliente.  E’ stata una piacevole scoperta, sorseggiando un buon drink in un ambiente elegante e rilassato; concludiamo ringraziando tutto lo staff del ‘Giardino Cordusio’ e alleghiamo una fotogallery della nostra esperienza…

Simone Ciloni

‘Allangolare’, salotto e cocktail bar stile retrò a Milano

5 Mag

In una recente trasferta a Milano eravamo curiosi di provare un locale particolare in zona Porta Venezia, uno dei quartieri che conosciamo e che apprezziamo maggiormente; si tratta di ‘Allangolare’, che si divide in due location (noi siamo stati in quella di via Plinio 46, angolo viale Abruzzi).

Nella sede di via Ampere (zona Lambrate/Città Studi) l’apertura è diurna (dalle 9 a mezzanotte), mentre quella di via Plinio è prettamente serale e va vissuta principalmente come cocktail bar (l’orario è dalle 18 alle 2).

La libreria a parete in legno  riporta allo stile vintage degli anni ’60, facendo sentire in qualche modo il cliente come se fosse in un ambiente caldo come le mura domestiche. La drink list non è particolarmente ricca, ma offre diversi spunti interessanti e due cocktail che non ci siamo lasciati scappare: ‘Indeciso’ (sambuco, select, rum bianco) e l’analcolico ‘Amabile’ (sambuco, rosa e pompelmo).

Ringraziamo tutto lo staff dell’Allangolare di via Plinio per il bel momento che abbiamo vissuto all’insegna della convivialità e vi lasciamo una piccola fotogallery…

Simone Ciloni

‘Flores Cocteles’, il cocktail bar interno del ristorante argentino ‘El Porteño’ di Milano

29 Apr

Il ‘Flores Cocteles’, cocktail bar all’interno del ristorante ‘El Porteño’ (Via Macedonio Melloni 9), è stato uno delle nostre ultime tappe a Milano, un angolo di Argentina affascinante tra cultura e sapienza nella miscelazione dei drink.

Il locale, che non dà direttamente sulla strada trasportandoti subito in un viaggio ‘fuori’ dalla frenesia della città, accoglie i suoi avventori in uno spazio caratterizzato da tende rosse, luci calde e soffuse ed un’atmosfera intima e rilassata. E’ diviso tra l’area ristorante (conosciuta per la combinazione cena con spettacolo dal vivo) e la zona bar con una veranda arricchita da tendaggi color passione, comode poltrone ed una grande vetrata che ricrea le vibes di un elegante salotto, perfetto per la combo drinks & conversations. 

La drink list propone miscelazioni affascinanti e curiose e alcuni classici con delle rivisitazioni ad omaggiare i sentori caratteristici del Sudamerica. Proprio per immergerci a pieno nell’atmosfera, su consiglio del bar manager Alessio Gulino (che ci ha sapientemente accompagnati ed introdotti al meglio nel mood del Flores), abbiamo provato ‘Habana Dulce’ (richiamo a Cuba grazie alle note di Rum, Flor de Cana miscelato con del cioccolato bianco, della vaniglia e dell’ananas ed un cenno di lime a creare un sapore avvolgente ed un equilibrio perfetto che non lo fa risultare eccessivamente dolce) e ‘Vuelo de Sur’ (richiamo al viaggio, un ‘volo’ attraverso i sapori del Sudamerica tra combinazioni esotiche e speziate, il gin incontra l’amaro e caratteristico Legui, estratto dalla canna da zucchero, ottenuto da un’infusione di erbe aromatiche, caramello e agrumi macerati in alcol), il tutto accompagnato da qualche stuzzichino, con un appunto doveroso sull’attenzione avuta verso eventuali allergie e intolleranze. L’atmosfera del Flores ha la capacità di far perdere totalmente la cognizione del tempo tanto che non volevamo più andar via, prima di riprendere il nostro giro per la città ci siamo concessi un irrinunciabile daiquiri leggermente più dolce, uno dei migliori che abbiamo mai bevuto! Ringraziando ancora Alessio per la sua professionalità e disponibilità alleghiamo le foto della nostra experience…

Simone Ciloni

‘Norah was drunk’, il cocktail bar tempio dell’assenzio a Milano

27 Apr

Anche nell’articolo di oggi vi parliamo di una zona di Milano che negli ultimi anni è stata molto rivalutata dal mondo della mixology: il quartiere Lambrate infatti ha visto nascere realtà consolidate che spingono gli amanti del bere bene a esplorare e visitare assiduamente questa porzione del capoluogo meneghino.

Oggi infatti vogliamo analizzare nientemeno che ‘Norah was drunk’, che con il suo fascino della ‘Milano old style’ ha incantato ormai tanti affezionati. In questo cocktail bar regna sovrano l’assenzio (unico locale nel suo genere nel panorama milanese) dove il noto distillato viene servito alla francese o miscelato nei numerosi drink che compongono la lista.

Per questo motivo capirete già che per me era impossibile non ordinare l’Absinthe Martini, la versione del Martini Dry con l’aggiunta appunto dell’assenzio. Molto buono pure il ‘Tea Smash’ (Tanquerai Ten gin, limone, zenzero, tè al bergamotto, pompelmo rosa).

Per l’aperitivo qui è possibile degustare ostriche e conserve di pesce provenienti dal Portogallo, formaggi e altre cose che rendono unico il momento dell’aperitivo.

Il ‘Norah was drunk’ nella nostra breve visita è piaciuto molto e vogliamo ringraziare Stefano e Sebastiano per il bel momento condiviso insieme; qui di seguito una piccola fotogallery…

Simone Ciloni