‘Giardino Cordusio’, paradisiaco angolo botanico del Gran Melià Hotel a Milano

9 Mag

Nella suggestiva Piazza Cordusio 2 a Milano possiamo ammirare lo storico Palazzo Venezia, ora diventato il ‘Gran Melià Hotel & Resorts’, perfetto incontro tra classicità e raffinatezza che offre ai suoi avventori tre punti dedicati al ‘food & beverage’. Si tratta infatti di due terrazze che ospitano rispettivamente ‘Isola’ (nome che non a caso indica l’ispirazione gastronomica a cui fa riferimento) e ‘Sachi’ (celebrazione della cucina nipponica). Ma è la terza location quella che ha visto protagonista la nostra esperienza, il ‘Giardino Cordusio’: un raffinato salotto botanico caratterizzato da grandi piante, comodi divanetti, alti soffitti, vetrate, il tutto a ricreare il mood di una serra paradisiaca dai toni pastello. 

La drink list è la combinazione tra classiche miscelazioni con un tocco ‘green’, in perfetta sintonia con lo spazio che accoglie questo cocktail bar; abbiamo quindi provato il loro Martini Dry Cordusio (Tanqueray No Ten , Noilly Prat ed essenza di Bergamotto) e il Vesper 2023 (Altamura vodka, Martini Ambrato Riserva e Noilly Prat). Il tutto è stato accompagnato da stuzzichini freschi e ricercati, con molta attenzione verso quelle che sono le esigenze del singolo cliente.  E’ stata una piacevole scoperta, sorseggiando un buon drink in un ambiente elegante e rilassato; concludiamo ringraziando tutto lo staff del ‘Giardino Cordusio’ e alleghiamo una fotogallery della nostra esperienza…

Simone Ciloni

‘Allangolare’, salotto e cocktail bar stile retrò a Milano

5 Mag

In una recente trasferta a Milano eravamo curiosi di provare un locale particolare in zona Porta Venezia, uno dei quartieri che conosciamo e che apprezziamo maggiormente; si tratta di ‘Allangolare’, che si divide in due location (noi siamo stati in quella di via Plinio 46, angolo viale Abruzzi).

Nella sede di via Ampere (zona Lambrate/Città Studi) l’apertura è diurna (dalle 9 a mezzanotte), mentre quella di via Plinio è prettamente serale e va vissuta principalmente come cocktail bar (l’orario è dalle 18 alle 2).

La libreria a parete in legno  riporta allo stile vintage degli anni ’60, facendo sentire in qualche modo il cliente come se fosse in un ambiente caldo come le mura domestiche. La drink list non è particolarmente ricca, ma offre diversi spunti interessanti e due cocktail che non ci siamo lasciati scappare: ‘Indeciso’ (sambuco, select, rum bianco) e l’analcolico ‘Amabile’ (sambuco, rosa e pompelmo).

Ringraziamo tutto lo staff dell’Allangolare di via Plinio per il bel momento che abbiamo vissuto all’insegna della convivialità e vi lasciamo una piccola fotogallery…

Simone Ciloni

‘Flores Cocteles’, il cocktail bar interno del ristorante argentino ‘El Porteño’ di Milano

29 Apr

Il ‘Flores Cocteles’, cocktail bar all’interno del ristorante ‘El Porteño’ (Via Macedonio Melloni 9), è stato uno delle nostre ultime tappe a Milano, un angolo di Argentina affascinante tra cultura e sapienza nella miscelazione dei drink.

Il locale, che non dà direttamente sulla strada trasportandoti subito in un viaggio ‘fuori’ dalla frenesia della città, accoglie i suoi avventori in uno spazio caratterizzato da tende rosse, luci calde e soffuse ed un’atmosfera intima e rilassata. E’ diviso tra l’area ristorante (conosciuta per la combinazione cena con spettacolo dal vivo) e la zona bar con una veranda arricchita da tendaggi color passione, comode poltrone ed una grande vetrata che ricrea le vibes di un elegante salotto, perfetto per la combo drinks & conversations. 

La drink list propone miscelazioni affascinanti e curiose e alcuni classici con delle rivisitazioni ad omaggiare i sentori caratteristici del Sudamerica. Proprio per immergerci a pieno nell’atmosfera, su consiglio del bar manager Alessio Gulino (che ci ha sapientemente accompagnati ed introdotti al meglio nel mood del Flores), abbiamo provato ‘Habana Dulce’ (richiamo a Cuba grazie alle note di Rum, Flor de Cana miscelato con del cioccolato bianco, della vaniglia e dell’ananas ed un cenno di lime a creare un sapore avvolgente ed un equilibrio perfetto che non lo fa risultare eccessivamente dolce) e ‘Vuelo de Sur’ (richiamo al viaggio, un ‘volo’ attraverso i sapori del Sudamerica tra combinazioni esotiche e speziate, il gin incontra l’amaro e caratteristico Legui, estratto dalla canna da zucchero, ottenuto da un’infusione di erbe aromatiche, caramello e agrumi macerati in alcol), il tutto accompagnato da qualche stuzzichino, con un appunto doveroso sull’attenzione avuta verso eventuali allergie e intolleranze. L’atmosfera del Flores ha la capacità di far perdere totalmente la cognizione del tempo tanto che non volevamo più andar via, prima di riprendere il nostro giro per la città ci siamo concessi un irrinunciabile daiquiri leggermente più dolce, uno dei migliori che abbiamo mai bevuto! Ringraziando ancora Alessio per la sua professionalità e disponibilità alleghiamo le foto della nostra experience…

Simone Ciloni

‘Norah was drunk’, il cocktail bar tempio dell’assenzio a Milano

27 Apr

Anche nell’articolo di oggi vi parliamo di una zona di Milano che negli ultimi anni è stata molto rivalutata dal mondo della mixology: il quartiere Lambrate infatti ha visto nascere realtà consolidate che spingono gli amanti del bere bene a esplorare e visitare assiduamente questa porzione del capoluogo meneghino.

Oggi infatti vogliamo analizzare nientemeno che ‘Norah was drunk’, che con il suo fascino della ‘Milano old style’ ha incantato ormai tanti affezionati. In questo cocktail bar regna sovrano l’assenzio (unico locale nel suo genere nel panorama milanese) dove il noto distillato viene servito alla francese o miscelato nei numerosi drink che compongono la lista.

Per questo motivo capirete già che per me era impossibile non ordinare l’Absinthe Martini, la versione del Martini Dry con l’aggiunta appunto dell’assenzio. Molto buono pure il ‘Tea Smash’ (Tanquerai Ten gin, limone, zenzero, tè al bergamotto, pompelmo rosa).

Per l’aperitivo qui è possibile degustare ostriche e conserve di pesce provenienti dal Portogallo, formaggi e altre cose che rendono unico il momento dell’aperitivo.

Il ‘Norah was drunk’ nella nostra breve visita è piaciuto molto e vogliamo ringraziare Stefano e Sebastiano per il bel momento condiviso insieme; qui di seguito una piccola fotogallery…

Simone Ciloni

‘Unseen’, il tempio futuristico di Milo Occhipinti a Milano

19 Apr

Cari amici e lettori,

oggi vorrei parlarvi di un locale talmente particolare che è difficile spiegarlo a parole: mi riferisco all’Unseen, il cocktail bar futuristico di Milano (via Ronchi 13, zona Lambrate). Questo è il tempio di Milo Occhipinti, che ha concepito con una formula vincente un locale totalmente fuori dagli schemi.

L’Unseen riporta infatti diversi elementi della cultura di fine anni ’90 e inizi 2000, j-pop, tecnologia sorpassata (stupenda l’idea del floppy usato come sottobicchiere) e arredi bizzarri (come una statua della Venere di Milo). Il dettaglio che merita una menzione a parte è il tavolo: in questo locale infatti si viene per socializzare, dove la convivialità regna sovrana e si conoscono persone nuove, staccando per un po’ gli occhi dallo smartphone.

Ma il pezzo forte rimane ovviamente la mente creativa di Milo e la sua drink list, che viene aggiornata ogni mese e dà sempre spunti molto interessanti. Nel nostro caso abbiamo optato per un ‘Sakura Blossom’ (Bombay Sapphire, sake, fiori di ciliegio, zenzero marinato) e un Espresso Martini (vodka, espresso, vaniglia).

Una cosa assolutamente da fare è ‘visitare’ il bagno dell’Unseen, ma non vogliamo darvi ulteriori dettagli; ringrazio Milo per la bella serata e vi consigliamo assolutamente di fare almeno una tappa in questo locale…

Simone Ciloni

‘Lubna Milano’, il nuovo listening restaurant bar

15 Apr

Era da diverso tempo che volevamo visitare questo locale e pochi giorni fa si è presentata la giusta occasione: stiamo parlando del ‘Lubna’, nuovo ristorante e cocktail bar che sta prendendo la scena a Milano (zona Scalo Romana, via Vezza d’Oglio 14).

Dietro il Lubna ci sono gli stessi proprietari del Moebius, locale che ha recentemente guadagnato la stella Michelin ed è stato incluso nella lista tra i migliori cocktail bar del mondo (al 38esimo posto). Il ‘Lubna’ sorge sulle ceneri di un vecchio deposito, uno spazio di 3000 mq che ha riqualificato la zona, arricchita anche da anni dalla Fondazione Prada.

La cucina italiana qui regna sovrana, ma nel nostro caso abbiamo voluto vivere solo l’esperienza bar seduti comodamente sulle poltroncine dell’elegante bancone nella zona lounge. Sabrina e Francesco ci hanno illustrato quella che è la drink list e alla fine abbiamo optato per un classico Martini Dry (che provo praticamente in ogni locale) e un analcolico, il ‘Tropical Americano 0.0’ (Amarico alla ciliegia, BTTR, vaniglia, passion fruit, bolle). E’ un locale che ci è piaciuto particolarmente e che vorremmo vivere più intensamente in futuro; ringraziamo ancora Sabrina, Francesco e tutto lo staff per la bella esperienza…

Simone Ciloni

‘Ultra Milano’, l’interessante cocktail bar e ristorante cool del capoluogo lombardo

4 Apr

Oggi vogliamo parlare di un locale relativamente recente e che ha già lasciato il segno in una piazza importante ed esigente come Milano: ci riferiamo a ‘Ultra’ (via Pier Lombardo 1, zona Porta Romana), ristorante/pizzeria e cocktail bar di Dom Carella e Fabrizio Margarita.

Divenuto in poco tempo uno dei locali più cool del panorama meneghino, ‘Ultra’ offre una delle pizze migliori della città, accompagnando il tutto da una drink list che merita un approfondimento a parte.

Qui infatti si possono degustare le rivisitazioni di alcuni classici (gli Ultra drinks), una signature list e i cocktail tradizionali ma sempre con un pizzico di estro e fantasia. La mise en place è essenziale ma elegante.

La nostra esperienza ci ha portato a degustare due classici (l’immancabile Martini Dry e un Espresso Martini a base tequila, delizioso) e due drink Ultra: l’Ultra Black (distillato di girelle Haribo, sake by Nakama, mora, carbone vegetale, mandarino e finocchietto soda) e l’Ultra Pink (Pisco 1615, Aka Jasmin, Mastica, lampone e CO2). Il tutto è stato accompagnato da due spicchi di pizza al pomodoro (ancora in orario aperitivo) e successivamente da una delle focacce presenti nel menu, una slice con mostarda di fichi, gorgonzola e lardo di colonnata).

E’ stata una bellissima esperienza che vogliamo ripetere: per terminare vogliamo ringraziare Tommaso, Anisa e tutto lo staff dell’Ultra per l’accoglienza ricevuta…

Simone Ciloni

‘Scott Bar’, l’elegante zona lounge del Bianca Maria Palace Hotel di Milano

29 Mar

In una recente visita a Milano si è presentata l’occasione di visitare il Bianca Maria Palace Hotel, struttura alberghiera 4 stelle che al suo interno incorpora nella zona lounge il famoso ‘Scott Bar’ (viale Bianca Maria 4, zona Piazza 5 Giornate).

Dal 2021 lo Scott Bar offre alla clientela dell’hotel (e non solo) un luogo dove potersi rilassare e godere allo stesso tempo delle frizzantine vibes che la nightlife meneghina è in grado di far vivere.

Il bar manager Antonio ci ha fatto immergere nell’atmosfera elegante del locale e suggerito dalla signature list i cocktail più adeguati ai nostri gusti: il Biancomario (bitter bianco, vermouth ambrato e bitter all’arancia) e un Pink French (gin, succo di pompelmo, zucchero e top di champagne). Il tutto può essere accompagnato da piccoli piatti di cucina ricercata, oltre che dalle classiche stuzzicherie.

E’ stata la nostra prima volta allo ‘Scott Bar’ e siamo rimasti molto soddisfatti di questa uscita; ringrazio ancora una volta tutto lo staff del Bianca Maria Palace Hotel e vi alleghiamo una piccola fotogallery…   

Simone Ciloni

‘Dr.Gahe’, il cocktail bar e tempio dell’accoglienza lodigiana

28 Mar

Pochi giorni fa si è presentata l’opportunità di visitare una nuova realtà a Lodi, città che per svariati motivi non avevamo avuto ancora modo di esplorare. Questa volta ci riferiamo a ‘Dr. Gahe’, cocktail bar nel centro del capoluogo lodigiano (Corso Umberto 56).

Questo locale è il tempio di Christian Mercuri, che dopo una lunga gavetta a Milano ha preferito portare nella sua terra natale tutto il bagaglio di esperienze che si è costruito in tanti anni. Le parole chiave di questo locale? Mixology e accoglienza. E’ stimolante vedere il proprietario che racconta il cocktail che viene richiesto, la ricerca dei prodotti migliori che porta ad un risultato di alto livello. Questa volta ci siamo concessi un Espresso Martini e un Daiquiri, accompagnati da finger food ricercato e assolutamente non banale. Pongo l’attenzione sull’accoglienza perché Christian avvolge il cliente in un’atmosfera calorosa come se fosse a casa, si percepiscono vibes positive in cui la persona diventa amico in poco tempo, avendo inoltre la possibilità di mangiare qualcosa di sfizioso a qualsiasi ora.

In seguito non poteva mancare il drink che rappresenta il mio grande amore, il Martini Dry. La base in questo caso era il gin Dr. Mason, prima volta che assaggiavo questo prodotto. Più tardi è arrivata un’altra chicca che ho avuto il piacere di condividere direttamente con Christian: una rivisitazione del Martini Dry ma su base mezcal. Ringrazio nuovamente Christian e tutto lo staff di ‘Dr.Gahe’ per la bella esperienza che abbiamo avuto modo di vivere, un locale assolutamente consigliato e che ho intenzione di rivivere appena si ripresenterà occasione…

Simone Ciloni

‘Mandarin Garden’, la drink list a 5 stelle del Mandarin Oriental di Milano

11 Mar

Per vivere un momento di relax e bellezza ormai sapete molto bene che adoriamo rifugiarci al ‘Mandarin Garden‘ di Milano; ne abbiamo già parlato e scritto diverse volte e in questa occasione non vogliamo dilungarci sull’ospitalità a 5 stelle delle nota catena alberghiera.

Ho una predilezione per il Martini Dry, mentre l’altra scelta è ricaduta sul Majorelle (Vodka Altamura profumata all’eucalipto, Acquablanca, Spirulina blu, Cordiale al limone marocchino e bitter alla menta).

Su consiglio di Luca, ho provato per la prima volta l’Hanky Panky (gin, vermut e Fernet), drink delizioso e che abbiamo accompagnato con una finger food sempre di alto livello. Non voglio risultare noioso e banale, ma non posso che ringraziare tutte le volte lo staff del ‘Mandarin Garden’ per i momenti vissuti all’interno della struttura…

Simone Ciloni